IL CASCHETTO – LEGGI L’ETICHETTA

Due caschi possono assomigliarsi e avere destinazioni d’uso diverse. Colore, forma e leggerezza non bastano a capire se un modello sia adatto all’alpinismo, allo sci o alla bicicletta. Per orientarsi occorre leggere l’etichetta e consultare le istruzioni del produttore: è qui che si trovano le informazioni sulle attività previste, sulle certificazioni e sui limiti di utilizzo.
Scegliere il casco significa quindi conoscere ciò per cui è stato progettato, imparare a regolarlo e riconoscere quando deve essere sostituito.
La marcatura CE non identifica lo sport
Il casco è un dispositivo di protezione individuale, comunemente indicato con la sigla DPI. La marcatura CE attesta la conformità ai requisiti applicabili della legislazione europea, ma da sola non indica per quale attività sportiva possa essere utilizzato.
Per comprenderne la destinazione occorre leggere insieme tre elementi: marcature del prodotto, istruzioni e dichiarazione UE di conformità. Quest’ultima deve accompagnare il DPI oppure essere raggiungibile attraverso l’indirizzo internet indicato nelle istruzioni.
La presenza del marchio CE, dunque, non rende un casco utilizzabile indifferentemente per qualsiasi sport.
Le norme di riferimento: attività diverse, requisiti diversi
Le norme tecniche definiscono requisiti e metodi di prova riferiti a determinati impieghi. Per le attività considerate in questo articolo, i principali riferimenti sono:
| Attività | Norma di riferimento |
|---|---|
| Alpinismo e arrampicata | EN 12492 |
| Bicicletta, skateboard e pattini a rotelle | EN 1078 |
| Sci alpino e snowboard | EN 1077, con classi A e B |
| Sci alpinismo | EN 18100:2025, recepita in Italia come UNI EN 18100:2026 |
Le schede ufficiali UNI descrivono questi distinti ambiti di applicazione. Una conformità non sostituisce automaticamente l’altra: se si vuole utilizzare lo stesso casco per più attività, bisogna verificare che gli impieghi siano effettivamente previsti dalla documentazione di quel prodotto.
Anche l’edizione della norma è un’informazione utile. La UNI EN 12492:2026, dedicata ai caschi per alpinisti e per attività con rischi simili, esclude espressamente dal proprio campo di applicazione i caschi per scialpinisti definiti dalla EN 18100:2025. La sola indicazione EN 12492, pertanto, non dimostra l’idoneità allo sci alpinismo.
Sci alpinismo: che cosa cambia con la EN 18100
La EN 18100:2025 introduce un riferimento specifico per i caschi destinati allo sci alpinismo. Il recepimento italiano, UNI EN 18100:2026, è in vigore dal 19 febbraio 2026.
Il suo campo di applicazione comprende anche attività con rischi simili, come lo splitboard e lo skimo, ma esclude i caschi per sci alpino e snowboard. Non bisogna quindi interpretare la sola conformità alla EN 18100 come una certificazione valida anche per lo sci in pista.
La pubblicazione della nuova norma richiede attenzione anche quando si consulta una scheda commerciale: il nome del modello non basta a identificare le certificazioni del singolo esemplare.
Petzl lo chiarisce per METEOR, METEORA e SIROCCO. Gli esemplari già certificati per scialpinismo secondo il precedente protocollo PCSR-002 e contrassegnati in etichetta per tale impiego possono continuare a essere utilizzati fino al fine vita, nel rispetto delle condizioni indicate dal produttore. La nuova norma non annulla retroattivamente quella certificazione.
Diverso è il caso degli esemplari la cui etichetta riporta soltanto arrampicata e alpinismo: per questi Petzl non rivendica l’utilizzo nello scialpinismo. Il produttore precisa inoltre che i modelli citati non soddisfano la nuova EN 18100.
Si tratta di indicazioni riferite a prodotti e versioni specifici: non vanno estese automaticamente a tutti i caschi o a tutti i marchi.
Misura, regolazione e controlli
Un casco deve essere della misura corretta, ben posizionato e stabile sulla testa. Le regolazioni e il sottogola devono essere utilizzati secondo le istruzioni del modello.
Prima di ogni uscita controllare:
- calotta e struttura interna, cercando crepe, deformazioni o altri danni;
- cinturini, cuciture e punti di fissaggio;
- fibbia del sottogola e sistemi di regolazione.
Un problema di chiusura o un dubbio sull’integrità richiedono di sospendere l’uso. Questo controllo non sostituisce le verifiche approfondite previste dal produttore.
Petzl, per esempio, raccomanda un’ispezione ogni dodici mesi e dopo eventi eccezionali, da svolgere seguendo le istruzioni del prodotto. La frequenza deve essere valutata anche in relazione alle condizioni e all’intensità di utilizzo. Conservare le informazioni sulla storia del casco aiuta a gestirne correttamente la vita utile.
Quanto dura un casco?
La durata va cercata nel manuale del proprio modello: non esiste un numero da applicare indistintamente a ogni casco.
Per i propri prodotti in plastica e tessuto, Petzl indica una durata massima di dieci anni dalla data di fabbricazione. Il conteggio parte quindi dalla produzione, non dall’acquisto o dalla prima escursione. È un limite massimo, non la garanzia che il prodotto rimanga utilizzabile per tutto quel periodo.
Dopo un urto importante il casco deve essere ritirato, anche quando appare integro. Va escluso dall’uso anche se non supera i controlli, se permangono dubbi sulla sua affidabilità o se non se ne conosce la storia completa.
Per conservarlo e pulirlo seguire il manuale: evitare calore elevato, sostanze chimiche e modifiche non autorizzate.
La protezione comincia dalla conoscenza
Il casco può ridurre il rischio di lesioni alla testa, ma non garantisce protezione contro ogni impatto. Conoscerne possibilità e limiti è parte del suo corretto utilizzo.
Leggere l’etichetta, scegliere un modello adatto all’attività e controllarlo nel tempo sono gesti concreti di prevenzione. Si inseriscono nella preparazione dell’uscita, insieme alla valutazione delle condizioni e alle competenze necessarie per affrontare il percorso. Un articolo informativo aiuta a orientarsi; l’apprendimento pratico richiede formazione adeguata.
Fonti e approfondimenti
-
UNI:
UNI EN 12492:2026 — Caschi per alpinisti;
UNI EN 1078:2013 — Caschi per ciclisti e utilizzatori di tavole e pattini a rotelle;
UNI EN 1077:2008 — Caschi per sci alpino e snowboard. -
UNI:
EN 18100:2025
e
UNI EN 18100:2026 — Caschi per scialpinisti. -
Unione europea:
Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale. -
Petzl:
Nuova norma per lo scialpinismo: posso continuare a utilizzare il mio casco METEOR, METEORA o SIROCCO?. -
Petzl:
Istruzioni tecniche BOREO, BOREO CLUB e BOREO CAVING;
ispezione del casco;
durata dei prodotti.
Verifica delle fonti: 14 ottobre 2026. Per le norme UNI sono state consultate le schede pubbliche ufficiali, non i testi integrali delle prove.


